LETTERA APPELLO DEGLI OPERATORI CHE APPLICANO LA LEGGE 194
Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza
Gli operatori che in questi anni hanno concretamente applicato la Legge 194 in tutte le sue articolazioni, di fronte al clima avvelenato che si è venuto a creare negli ultimi giorni, utile solo a radicalizzare il conflitto e ad esasperare i toni, intendono ribadire con forza che la 194 continua ad essere una buona legge, che ha raggiunto molti degli obiettivi che si era proposta come la diminuzione del numero degli aborti e la tutela della salute delle donne, con la drastica riduzione del ricorso all'aborto clandestino. Di fronte ai continui attacchi alla legalità e alla possibilità della piena e serena applicazione della legge stessa, chiediamo che tutti gli organi politici, nazionali, regionali e locali, si adoperino per azioni positive e concrete volte a migliorare il nostro lavoro e finalizzate all' adempimento di tutti i compiti che la legge si propone, compresi quelli che fin qui sono stati di più difficile applicazione.
Per questo chiediamo quanto segue:
- Che venga garantito in tutto il Paese un numero congruo di consultori, così come previsto dal POMI nazionale, con presenza di una rappresentanza adeguata di medici non obiettori.
- Che i ginecologi e le ginecologhe possano prescrivere gratuitamente tutti i metodi contraccettivi, specialmente per le fasce a rischio come adolescenti e donne immigrate.
- Che venga prevista la presenza di mediatrici linguistico culturali per garantire una migliore assistenza alle donne immigrate e una migliore informazione riguardo all'uso dei metodi contraccettivi a alla maternità consapevole.
- Che venga allargata la scelta dei contraccettivi disponibili, inserendo sul mercato anche quelli attualmente non disponibili, peraltro sicuri e molto utilizzati in altri Paesi.
- Che gli operatori sociali dispongano di fondi specifici per attuare interventi volti a superare le cause che portano la donna ad interrompere la gravidanza ad esempio aumentando la disponibilità e il numero delle case di accoglienza per madri sole e in difficoltà economiche, o sostenendo altri interventi a tutela delle maternità (asili nido, stabilità lavorativa, ecc..)
- Che vengano promossi programmi di educazione sessuale nelle scuole finalizzati alla costruzione di una cultura della procreazione consapevole e responsabile.
- Che si provveda all'adempimento di quanto indicato dall'articolo 15 per quanto riguarda la promozione dell'uso di tecniche più moderne e meno invasive per la salute delle donne, introducendo l'utilizzo dell'RU 486, come già del resto avviene nella maggior parte di Europa
Gli operatori/operatrici sono consapevoli di aver applicato in questi anni la legge con ottimi risultati, nonostante l'alta percentuale di medici obbiettori che in alcune parti del Paese rende estremamente difficile l'applicazione della legge e il lavoro dei medici non obiettori ed è causa di lunghe liste d'attesa e di disagio per le donne, costrette talvolta a umilianti peregrinazioni da una struttura all'altra.
Chiediamo pertanto che questa situazione venga monitorata costantemente intervenendo laddove sia necessario, perché la legge possa essere applicata in tutti i reparti ospedalieri e in tutti i consultori.
Dichiariamo che saremo garanti della tutela della privacy e della salute delle nostre assistite, in ottemperanza al nostro codice deontologico, respingendo con forza qualsiasi tentativo di intimidazione rivolto alla donna, come quelli cui abbiamo purtroppo assistito in questi giorni.Vogliamo ricordare a tutti, professionisti , politici e cittadini, che ancora nel mondo ogni anno
muoiono circa 68.000 donne per aborto clandestino, specie nei Paesi in cui l'accesso alla contraccezione. è negato e dove non ci sono leggi che permettono l'aborto legale; Ribadiamo che l'attuale legge 194 è sicuramente uno strumento adeguato a limitare i danni della clandestinità e auspichiamo che le dorme e tutti coloro che hanno davvero a cuore la libertà di scelta e la vita, si impegnino perché non venga modificato alcuno dei suoi contenuti, peraltro passati al vaglio di ben due referendum popolari, e perché ne venga invece garantita la piena applicazione• WHO Ginevra 2004 " Unsafe abortion: global and regional estimates of the incidence of unsafe abortion and associated mortality in 2000".